Circolari e Aggiornamenti- Studio Rizzuto

Studio Rizzuto

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Notizie dall' Ordine
dei Consulenti del Lavoro di Napoli
ultima circolare per i Clienti
n. 5/2021
In attesa dell’Assegno Unico 2022, che partirà il prossimo gennaio, il governo ha lanciato l’ Assegno Unico Ponte (anche detto temporaneo), un sostegno al reddito riconosciuto mensilmente per ogni figlio minore, inclusi i figli adottati e in affido pre-adottivo. La misura coprirà i mesi dal 1° luglio al 31 dicembre 2021, ovvero 6 mensilità. • Beneficiari Potranno fare la richiesta dell’Assegno Unico Ponte solo coloro che non hanno accesso agli assegni nucleo familiare (o ANF). Tra questi: • disoccupati; • percettori del Reddito di Cittadinanza (questi non dovranno fare domanda ma riceveranno il bonus in automatico sulla carta RDC se ne hanno diritto); • lavoratori autonomi; • liberi professionisti; • soggetti inattivi (cittadini che non hanno e non sono alla ricerca di un lavoro); • incapienti (cittadini con reddito lordo annuo inferiore a 8.145 euro e, quindi, esclusi dalla tassazione). • Requisiti Per accedere all’Assegno Unico Ponte, bisogna possedere tutti i seguenti requisiti: • avere un valore ISEE inferiore a 50.000 euro; • essere cittadino italiano o di uno Stato membro dell’Unione Europea, o suo familiare, con regolare permesso di soggiorno. Se cittadini di uno Stato non appartenente all’UE, bisogna essere in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o del permesso di soggiorno per motivi di lavoro o di ricerca di durata almeno 6 mesi; • essere soggetto al pagamento di imposta sul reddito in Italia; • essere domiciliato o residente in Italia, con figli a carico sino al compimento del 18esimo anno d’età; • essere residente in Italia da almeno 2 anni, anche non continua-tivi, oppure essere titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato della durata di almeno 6 mesi (questo vincolo si applica, quindi, a solo chi non è residente da almeno 2 anni); • non essere parte di un nucleo familiare che già percepisce gli assegni al nucleo familiare (ANF). • Quanto spetta L’assegno viene corrisposto per ogni figlio minore, sia in base al numero dei figli che in base alla situazione economica familiare, attestata dal modello ISEE. L’importo mensile dell’assegno sarà erogato sulla base della tabella del decreto legge n. 79/2021. Gli importi sono maggiorati di 50 euro per ogni figlio minore disabile. • Quando fare domanda Il sostegno economico spetta dal mese di presentazione della domanda. Per le domande presentate dal 1 luglio 2021 al 30 settembre 2021, saranno erogate le mensilità dal mese di luglio al 31 dicembre 2021. Mentre, per le domande presentate dopo il 30 settembre 2021, saranno erogate solo le mensilità dal mese di presentazione della domanda al 31 dicembre 2021. La domanda per assegno unico ponte, perciò, potrà essere fatta dal 1 luglio 2021 al 31 dicembre 2021. • Come presentare la domanda Per richiedere l'assegno, per ciascun figlio a carico, è necessario presentare la domanda utilizzando: 1. il portale web dell'INPS avendo a portata di mano o il codice PIN, o lo SPID, o la Carta di Identità elettronica, nonché il modello ISEE. 2. attraverso il contact center dedicato; 3. attraverso un Patronato. Pertanto, lo Studio scrivente assisterà i Clienti che lo richiedano, alla trasmissione della predetta domanda, tuttavia, dovendo compilare il modello ISEE tramite il Patronato, si consiglia, per risparmiare tempo, di incaricare lo stesso Patronato che emette l’ ISEE alla presentazione della domanda per ottenere il predetto assegno mensile.
Rassegna stampa
Ass. Naz. Consulenti Tributari
ANTEPRIMA - notizia non Ufficiale - Difficilmente molti contribuenti salderanno i propri debiti con lo Stato. Dall’ultimo rapporto del Centro studi di Unimpresa sulle cartelle esattoriali risulta che quasi la metà del magazzino sarebbe “difficilmente incassabile”. Si tratta di circa 400 miliardi di euro sui 999 complessivi accumulati alla fine del 2020 e il cui recupero assorbe risorse pubbliche che potrebbero essere investite in maniera più efficiente facendo sparire almeno una parte della somma. Per questo si inizia a parlare di rottamazione quater. Cartelle, verso la rottamazione quater? Perché sarebbe necessaria Analizzando nel dettaglio i ruoli inevasi si scopre inoltre che il 78% ha un importo inferiore ai 1.000 euro. Queste 178 milioni di pratiche contribuiscono al debito totale per soli 56 miliardi di euro. Dell’ammontare complessivo, inoltre, 343 miliardi, dunque il 34,4%, corrispondono a pretese tributarie di oltre 10 anni fa. Unimpresa fa sapere che viene recuperata solo poco più della metà, il 55%, dei 16 milioni di nuove cartelle emesse ogni anno. Ma cosa comporta questo per il Fisco? Basta pensare che tentare il recupero delle posizioni al di sotto dei 1.000 euro può rivelarsi particolarmente oneroso per lo Stato, o comunque non conveniente. I costi spesso supererebbero i benefici ottenuti dall’incasso finale. Tra l’altro ben 133 miliardi di euro del magazzino fiscale appartengono a persone fisiche decedute o ad aziende cessate e fallite, e altri 152 miliardi a imprese in fallimento. E per cui, nonostante l’irrecuperabilità di fatto, continuano a essere investiti tempo, denaro e risorse umane da parte degli agenti di riscossione. La soluzione potrebbe essere quella di introdurre ancora una volta lo stralcio delle cartelle fiscali che tenga conto di questi fattori ed elimini i ruoli, iniziando con i recidivi con debiti particolarmente bassi, al fine di instaurare nuovamente un rapporto tra Fisco e cittadini e imprese in difficoltà, che evadono perché impossibilitati al pagamento. Cartelle, verso la rottamazione quater? Quali ruoli riguarderebbe Il Governo si starebbe muovendo in questa direzione, come annunciato in audizione davanti alle Commissioni bilancio della Camera e del Senato dal ministro Daniele Franco. Il capo del Mef ha fatto sapere che potrebbe presto arrivare la rottamazione quater. Il ministro ha di recente parlato della Nadef e della proroga di molti bonus, come vi abbiamo spiegato qui. La nuova manovra interesserebbe le cartelle esattoriali relative agli anni 2018 e 2019, quindi al periodo pre Covid, con una nuova proroga dei termini delle notifiche di questi ruoli. La strategia sarebbe quella di permettere a famiglie e imprese di tornare in regola e ricominciare a pagare le tasse. Tra le ipotesi c’è dunque il differimento della data di consegna dei nuovi ruoli, quelli che a causa della pandemia sono rimasti nei cassetti dell’Agenzia delle Entrate. La rottamazione quater potrebbe inoltre prevedere l’eliminazione di sanzioni e interessi e il solo pagamento, ulteriormente rateizzato, dell’imposta dovuta. Verso la rottamazione quater? Cosa succede alle cartelle Covid Ernesto Maria Ruffini, direttore dell’Agenzia delle Entrate, ha fatto sapere che le cartelle relative al periodo 2020 e 2021 interessano 18 milioni di contribuenti, in particolare persone fisiche. Senza una nuova decisione da parte del Governo, l’anno prossimo inizierà la consegna di questi ruoli, considerando la ripresa delle attività del Fisco dopo quasi due anni di sospensione dell’invio di tutti gli atti dell’amministrazione finanziaria. Tutti i ruoli e i crediti che si sono formati durante il difficile periodo dell’emergenza sanitaria sono dunque pronti a partire, e potrebbero pesare in particolare sulle tasche degli italiani già in debito con lo Stato e che difficilmente, a fronte di un nuovo debito, riusciranno a pagare.